Le Musiche Tradizionali nel sistema AFAM: riflessioni su un possibile modello di apprendimento integrato
DOI:
https://doi.org/10.5281/zenodo.18149437Parole chiave:
learning processes, performance analysis, musiche tradizionali, Conservatori, musiche audiotattiliAbstract
L’introduzione delle Musiche Tradizionali negli ordinamenti didattici dei Conservatori, sia in quanto corsi di diploma accademico specifici sia in quanto insegnamenti ad esse afferenti acclusi in vari piani di studio, induce a interrogarsi su una serie di questioni. In primo luogo sulle adeguate metodologie didattiche da adottare, che tengano conto della specificità dell’oggetto di studio e lo definiscano, pur nella sua varietà (le Musiche Tradizionali, appunto). Sulla necessità di una loro integrazione nel sistema dei Conservatori e più in generale sulla natura e il funzionamento dei modelli didattici di riferimento delle istituzioni musicali nel sistema AFAM, dei proficui e precipui scambi fra le varie discipline che lo compongono e le loro pedagogie, così come sui possibili rischi. Le Musiche Tradizionali, unitamente al Jazz, al Pop e al Rock, delineano il campo delle Musiche Audiotattili, così definito sia come categoria normativo-scolastica che scientifica: questa architettura teorica, insieme a concetti come l’embodiment e l’entrainment nei loro sviluppi recenti, hanno mostrato di ben prestarsi ad un'applicabilità che travalichi i generi, mostrando un potenziale dirompente sul modo di concepire e analizzare la musica tutta. I modelli di apprendimento richiedono, quindi, un allargamento di visione per meglio misurarsi con la contemporaneità e i nuovi campi di indagine, come quello della Ricerca Artistica. L’articolo riporta una serie di considerazioni sul quadro di riferimento e sui modelli di apprendimento da un punto di vista storico, metodologico, teleologico, comparativo ed epistemologico e, a partire da queste, la proposizione di ipotesi più operative da declinare negli ordinamenti didattici.
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